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Domenica 21 Gennaio 2018

Ultima’ora

Previdenza complementare e contributi non dedotti

di la redazione
25/12/2017

Importante adempimento entro fine dicembre per gli iscritti ai fondi pensione. Vanno dichiarati al proprio fondo pensione o pip i contributi versati l’anno precedente con riferimento ai quali non si sia usufruito del beneficio della deducibilità. La forma previdenziale terrà la notizia a “futura memoria” e considererà la quota corrispondente della prestazione al momento del pensionamento esente da prelievo fiscale.

E’ la applicazione concreta del principio tributario del “ne bus in idem”, la unicità cioè della tassazione. Se oggi deduco significa che risparmio l’Iperf e alla scadenza del piano previdenziale dovrò essere tassato, se invece non deduco nell’immediato significa che sono soggetto a tassazione ordinaria nel “durante” per cui al momento della prestazione mi viene riconosciuto il diritto ad essere esente. Stesso discorso viene fatto per esempio anche alla quota corrispondente ai rendimenti finanziari che sono tassati anno per anno per cui sono esentati al raggiungimento dei requisiti che danno diritto alla prestazione previdenziale integrativa. Occorre però ricordarsi di operare la segnalazione alla forma previdenziale , in caso contrario si perde il diritto al beneficio. E’ utile ripercorrere brevemente lo schema di tassazione della previdenza complementare che si modella sull’ETT- Esenzione-Tassazione-Tassazione.

I contributi sono annualmente deducibili con il limite dei 5164,57 euro. Rientrano in questo “bonus” anche i contributi versati a beneficio dei familiari a carico. Riferimento particolare va operato poi ai i “ lavoratori di prima occupazione successiva alla data di entrata in vigore del decreto 252/2005”(1 gennaio 2007) coloro cioè che non erano titolari a tale data di una posizione contributiva aperta presso un qualsiasi Ente di previdenza obbligatoria. Tali soggetti, limitatamente ai primi cinque anni di partecipazione alle forme pensionistiche complementari, possono, nei venti anni successivi al quinto anno di partecipazione a tali forme, di dedurre dal reddito complessivo contributi eccedenti il limite di 5.164,57 euro pari alla differenza positiva tra l’importo di 25.822,85 euro e i contributi effettivamente versati nei primi cinque anni di partecipazione alle forme pensionistiche e comunque per un importo non superiore a 2.582,29 euro.

Pertanto, l’importo massimo annuale complessivamente deducibile è di 7.746,86 euro ricorrendo le condizioni per l’incremento. Secondo momento fiscale è poi quello della tassazione dei rendimenti ora applicata con aliquota del 20 per cento. Si riserva comunque ai rediti da titoli pubblici italiani ed equiparati oltreché da obbligazioni emesse da Stati o enti territoriali di Stati inclusi nella c.d. withe list concorrono alla formazione della base imponibile del risultato di gestione dei Fondi pensione nella misura del 62,50 per cento, pari al rapporto tra l’aliquota prevista dalle disposizioni vigenti (12,50 per cento) e la aliquota ordinaria del 20 per cento. La prestazione (o al 100 per cento sotto forma di rendita o massimo 50 per cento sotto forma di rendita e 50 per cento comunque sotto forma di capitale) è poi soggetta ad imposta sostitutiva del 15 per cento con una riduzione dello 0,30 per ogni anno di durata superiore al quindicesimo fino ad un minimo del 9 per cento .


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