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Giovedì 27 Aprile 2017

Ultima’ora

L’importanza della previdenza complementare

di la redazione
21/04/2017

L’avvento del modello contributivo e la dinamica demografica hanno fatto contrarre il peso della previdenza pubblica obbligatoria (primo pilastro).

La pensione erogata dall’INPS è passata dall’80% della media delle ultime cinque retribuzioni annuali al 55-60% della retribuzione media dell’intera vita lavorativa. La conseguente riduzione delle prestazioni pensionistiche pubbliche è evidente, così come la necessità, per mantenere un decoroso tenore di vita, di forme private di integrazione della pensione (secondo pilastro). Lo ha sottolineato il Presidente dell’Ivass in un interessante intervento sul ruolo delle assicurazioni per lo sviluppo del Paese.

Il secondo pilastro previdenziale gestisce, secondo i dati alla fine del 2015, risorse per oltre 110 miliardi di euro e comprende i fondi negoziali, riservati ai dipendenti in settori/aziende per i quali i datori di lavoro e le rappresentanze sindacali li abbiano istituiti; fondi aperti, promossi e gestiti da imprese di assicurazione o da altri intermediari finanziari; fondi preesistenti, nati prima dell’emanazione dell’attuale normativa.

Le risorse gestite dai fondi negoziali e aperti ammontano a quasi 60 miliardi di euro, un quarto dei quali gestiti da imprese assicurative, che in questo mercato operano in concorrenza con altri intermediari finanziari.

Alle compagnie assicurative, prosegue l’intervento, la legge invece affida in esclusiva i Piani individuali pensionistici di tipo assicurativo (PIP), terzo pilastro della previdenza.

Si tratta di contratti che possono essere stipulati liberamente da ciascun lavoratore che sia desideroso di costituirsi una rendita integrativa e possa permettersi di pagare il relativo premio. Al momento le compagnie gestiscono 20 miliardi a questo titolo.

Si tratta nel complesso di un sistema difficile da capire e da far capire ai lavoratori in attività. Anche le Autorità di vigilanza ,la COVIP sui fondi pensione e l'IVASS sulle compagnie assicurative , sono impegnate nello sforzo collettivo volto a migliorare la conoscenza e l’educazione assicurativo-previdenziale dei cittadini.

La Strategia nazionale di educazione finanziaria che il Parlamento ha recentemente varato su impulso del Governo è il quadro entro cui questo compito va inserito. E’ necessario che si acquisisca consapevolezza circa la futura pensione pubblica. In qualche caso, soprattutto per disoccupazione o precariato prolungati, prosegue il Presidente, il trattamento previdenziale potrebbe essere molto basso, simile alla pensione sociale per cui diventa indispensabile il contributo della previdenza complementare al mantenimento del futuro tenore di vita .


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