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Mercoledì 16 Agosto 2017

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Le opzioni del tfr

di la redazione
28/07/2017

Quali sono le opzioni a disposizione di un lavoratore in relazione al possibile utilizzo del proprio tfr maturando? Un utile riepilogo è contenuto dalla Relazione annuale della Covip.

Le facoltà sono quattro:

1. far confluire il tfr a una forma di previdenza complementare con modalità tacita: se entro sei mesi dalla prima assunzione il lavoratore non ha effettuato alcuna scelta con riguardo al proprio tfr, il datore di lavoro fa confluire il tfr maturando alla forma previdenziale collettiva di riferimento per il lavoratore o, in mancanza di questa, a FondINPS;

2. far confluire il tfr a una forma di previdenza complementare con modalità esplicita: il lavoratore può decidere di versare il proprio tfr alla forma previdenziale da lui stesso designata investendo, oltre al tfr maturando, anche una quota di contribuzione aggiuntiva (propria ed eventualmente del datore di lavoro) che sarà interamente deducibile dal reddito complessivo entro la soglia annua di 5.164,57 euro;

3. mantenere il regime del tfr di cui all’art. 2120 del codice civile con modalità esplicita: accantonandolo presso l’azienda di appartenenza nel caso quest’ultima abbia meno di 50 dipendenti ovvero, nell’ipotesi di un numero di dipendenti pari o superiore a 50, destinandolo al Fondo di Tesoreria Inps;

4. ricevere il tfr in busta paga mensilmente con modalità esplicita: la scelta diventa irrevocabile dalla data di esercizio fino al 30 giugno 2018. La facoltà è disponibile anche per tutti coloro i quali hanno già effettuato la scelta riguardante il tfr, sia nel caso di destinazione a un fondo pensione sia di conservazione del regime di cui all’art. 2120 c.c.

L’approfondimento contiene anche i dati del concreto esercizio. Nel 2016 il flusso complessivo di tfr generato nel sistema produttivo può essere stimato in circa 25,2 miliardi di euro; di questi, 13,7 miliardi sono rimasti accantonati presso le aziende, 5,7 miliardi versati alle forme di previdenza complementare e 5,8 miliardi destinati al Fondo di Tesoreria Dall’avvio della riforma, la ripartizione delle quote di tfr generate nel sistema produttivo fra i diversi utilizzi è rimasta pressoché costante; circa il 55 per cento dei flussi resta accantonato in azienda, un quinto del tfr viene annualmente versato ai fondi di previdenza complementare e il residuo viene indirizzato al Fondo di Tesoreria.


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