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Lunedì 11 Dicembre 2017

Ultima’ora

Il quadro della previdenza complementare a fine settembre

di la redazione
03/11/2017

La Covip ha pubblicato la situazione della previdenza complementare aggiornata a fine settembre. Quali sono le principali evidenze?

Il numero complessivo di iscritti a forme di integrazione pensionistica, incluse le duplicazioni di coloro che aderiscono contemporaneamente a più forme, è di 8,145 milioni; al netto delle uscite, la crescita dall’inizio dell’anno è stata di circa 358.000 unità (4,6 per cento).

Nei fondi negoziali si sono registrate 135.000 iscrizioni in più rispetto alla fine del 2016 (5,2 per cento), portando il totale a fine settembre a 2,733 milioni. Su tale incremento ha influito l’avvio del meccanismo di adesione contrattuale da parte del fondo rivolto ai lavoratori del settore autostrade e del fondo destinato ai dipendenti delle aziende del gruppo Ferrovie dello Stato; in parte è anche dovuto agli effetti dell’esperienza di adesione contrattuale a suo tempo avviata per i lavoratori del settore edile, senza che vi sia stato finora un corrispondente incremento dei contributi.

Nelle forme pensionistiche di mercato offerte da intermediari finanziari, le adesioni sono aumentate di 77.000 unità nei fondi aperti (6,1 per cento) e di 148.000 nei PIP “nuovi” (5,2 per cento); il totale complessivo a fine giugno è, rispettivamente, di circa 1,336 milioni e 3,017 milioni.

Il patrimonio accumulato dalle forme pensionistiche complementari ammonta a 157,5 miliardi di euro; il dato non tiene conto delle variazioni nel periodo dei fondi pensione preesistenti e dei PIP “vecchi”.

Le risorse dei fondi negoziali ammontano a 48,5 miliardi di euro, in crescita del 5,6 per cento. I fondi aperti dispongono di un patrimonio di 18,5 miliardi e i PIP “nuovi” di 26 miliardi; l’incremento nei nove mesi dell’anno è stato, rispettivamente, del 7,9 e del 9,7 per cento.

Per quel che riguarda le performance dall’inizio del 2017 i rendimenti aggregati, al netto dei costi di gestione e della fiscalità, sono stati in media positivi per tutte le tipologie di forma pensionistica. I fondi negoziali e i fondi aperti hanno reso in media, rispettivamente, l’1,8 il 2,7 per cento; per i PIP “nuovi” di ramo III, il rendimento medio è stato inferiore e pari all’1,1 per cento. Nello stesso periodo il TFR si è rivalutato, al netto dell’imposta sostitutiva, dell’1,4 per cento.

In media i risultati più elevati si sono registrati per le linee di investimento azionarie, per effetto dell’intonazione nel complesso positiva delle borse mondiali. L’andamento dei mercati obbligazionari, sui quali hanno continuato a prevalere tassi di interesse su livelli storicamente bassi anche se in leggera risalita, ha portato a rendimenti marginalmente negativi per gran parte dei comparti obbligazionari puri e a rendimenti modesti per gli altri comparti obbligazionari e per i garantiti.


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