Iscriviti alla newsletter
Seguici su Twitter
Privacy and cookies
Fondato nel 2014
Lunedì 23 Ottobre 2017

Ultima’ora

I fondi sanitari come pilastro del welfare

di
27/07/2017

La Relazione annuale dell’Ivass contiene un interessante approfondimento sui fondi sanitari. Partendo da un inquadramento generale è utile ricordare come il sistema sanitario nazionale, sebbene ancora manchi di una normativa organica di riferimento, si può ripartire secondo tre distinte strutture. In primo luogo la gestione pubblica del Sistema Sanitario Nazionale (SSN), istituito con legge n. 833/1978, i fondi sanitari integrativi, disciplinati con D.Lgs n. 502/1992 e successivamente regolati con D.M. del Ministro della Salute e le forme individuali di assistenza sanitaria.

La spesa sanitaria privata pro-capite del 2015 è stata pari a 574 euro con notevoli differenziazioni per area geografica, più elevata nelle regioni del Nord e meno in quelle del Sud e nelle Isole. La regolamentazione secondaria, emanata dal Ministero della Salute, ha delineato le fattispecie dei fondi sanitari privati, distinguendo tra i fondi sanitari integrativi (c.d. “fondi doc”) che integrano le prestazioni del Servizio Sanitario Nazionale con l’obiettivo di potenziare l’erogazione di trattamenti e prestazioni non comprese nei livelli di assistenza pubblici e gli Enti, casse e società di mutuo soccorso (c.d. “fondi non doc”) di cui all’art. 51 del D.P.R. n. 917/1986, a condizione che sia rispettato il vincolo della destinazione delle risorse del 20% per fini esclusivamente assistenziali. I fondi sanitari privati , ricorda l’Ivass, costituiscono forme mutualistiche finalizzate alla copertura dei rischi della salute che godono di specifiche agevolazioni fiscali, quali la deducibilità dei contributi annui sino a 3.615,2 euro e la detrazione della quota parte delle spese sanitarie a proprio carico. L’analisi dei fondi sanitari esistenti è stata demandata al Ministero della Salute che ne gestisce un’Anagrafe. La spesa intermediata nel 2015 è stimata pari a 4,5 miliardi di euro, ripartiti tra fondi sanitari privati per 3,6 miliardi euro (II pilastro) e imprese assicurative per 0,9 miliardi di euro, mediante le forme individuali (III pilastro). Una stima della ripartizione della spesa intermediata indica nel 42% la quota affidata a fondi convenzionati con imprese di assicurazione, 33% a servizi dei fondi autogestiti, 5% a società di mutuo soccorso e 20% relativo a contratti assicurativi individuali. Le imprese di assicurazione hanno quindi intercettato, mediante il ricorso a contratti collettivi e polizze individuali, più del 60% della spesa intermediata sul rischio salute nel 2015.


Articoli correlati

I più letti...
Finanza e mercati
FTSE 100
7524.45
+1.22
Nikkei 225
21696.65
+239.01
S&P 500
2570.20
-5.01
Crude Oil
N/A
N/A

Previnet Europa Italia