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Mercoledì 16 Agosto 2017

Ultima’ora

I conti della protezione sociale

di la redazione
15/08/2017

Previdenza, sanità e assistenza rappresentano le tre grandi aree di intervento delle istituzioni pubbliche attraverso cui si esplica l’attività di protezione sociale.

Il peso delle tre componenti è piuttosto stabile nel tempo con una netta prevalenza della spesa previdenziale (66,4% nel 2016), seguita da quella sanitaria (23,3%) e da quella assistenziale (10,3%).

Lo evidenzia l’Istat nell’ambito di una recente audizione parlamentare. Nel 2016 le prestazioni di tipo previdenziale hanno comportato una spesa di 300,1 miliardi di euro, con una incidenza del 17,9% sul Pil (18% nel 2015) e del 38,9% sulla spesa pubblica corrente.

Escludendo dal totale il TFR, che può essere considerato come un salario differito, l’incidenza sul Pil si riduce al 17,3%. Rispetto al 2015 il totale della spesa cresce dell’1,3%, a cui contribuiscono per 0,7 punti percentuali il pagamento delle pensioni e rendite.

Per queste ultime nel 2016 sono stati spesi 261,5 miliardi (pari al 57,8% delle prestazioni totali); la spesa per pensioni e rendite mostra una continua crescita nel tempo, ma con un rallentamento negli ultimi anni (dal +2,1% del 2013 al +0,8% del 2016), a seguito delle manovre di contenimento della spesa pubblica.

La spesa per indennità di disoccupazione è stata di circa 12,5 miliardi di euro nel 2016, cresciuta del 6,1% rispetto all’anno precedente, confermando la tendenza all’aumento già osservato nel 2015 (+4,7%), dopo il temporaneo lieve calo del 2014 (-0,6%).

La spesa per prestazioni assistenziali nel 2016 è stata pari a circa 46,6 miliardi di euro, con una incidenza del 2,8% sul Pil e del 6% sulla spesa pubblica corrente; gli interventi nel campo dell’assistenza sociale comprendono 37,4 miliardi di erogazioni in denaro e 9,2 miliardi di prestazioni fornite in natura Le prestazioni agli invalidi civili rappresentano la tipologia di erogazione in denaro più consistente, con una spesa di 16,1 miliardi.

La spesa per prestazioni assistenziali registra nel 2016 una crescita del 3,2%, decisamente inferiore a quella osservata nel 2015 (+8,3%) e, soprattutto, a quella del 2014 (+20,9%), anno in cui era stato introdotto il cosiddetto ‘bonus di 80 euro’, che sulla base delle regole del SEC è stato contabilizzato in tale componente.

L’evoluzione normativa, iniziata da oltre venti anni, colloca il sistema previdenziale italiano tra quelli finanziariamente più sostenibili in Europa. Sulla base dell’ultimo Ageing Report della Commissione Europea (2015), l’Italia, pur partendo da un elevato livello di spesa pensionistica in rapporto al Pil, vedrà ridotto tale rapporto in modo significativo (2 punti percentuali di Pil) nel 2060.


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