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Giovedì 29 Giugno 2017

Ultima’ora

Giovani e previdenza complementare

di la redazione
12/06/2017

La previdenza complementare rappresenta sempre più il” necessario sostegno che un giovane deve affiancare alla previdenza obbligatoria per costruire nel tempo una integrazione pensionistica in uno scenario prospettico di forte aleatorietà sul tasso di copertura offerto dal sistema pensionistico di primo pilastro.

La adesione ad un fondo pensione consente infatti al giovane di diversificare il proprio rischio previdenziale godendo al contempo di tutta una serie di benefici come la possibilità di accedere alle anticipazioni per l’acquisto della prima casa, alla “riserva di valore” con le anticipazioni fino al 30 per cento per “ulteriori esigenze”.

Di notevole rilevanza poi i benefici fiscali, dalla deducibilità dei contributi alla tassazione ridotta della prestazioni , con imposta sostitutiva del 15 per cento che si riduce dello 0,30 per ogni anno di durata superiore al quindicesimo fino ad un minimo del 9 per cento, e non con tassazione Irpef come avviene per gli assegni pensionistici di natura obbligatoria.

Riferimento particolare va operato poi ai i “ lavoratori di prima occupazione successiva alla data di entrata in vigore del decreto 252/2005”(1 gennaio 2007), coloro cioè che non erano titolari a tale data di una posizione contributiva aperta presso un qualsiasi Ente di previdenza obbligatoria. Tali soggetti, limitatamente ai primi cinque anni di partecipazione alle forme pensionistiche complementari, possono, nei venti anni successivi al quinto anno di partecipazione a tali forme, dedurre dal reddito complessivo i contributi eccedenti il limite di 5.164,57 euro, pari alla differenza positiva tra l’importo di 25.822,85 euro e i contributi effettivamente versati nei primi cinque anni di partecipazione alle forme pensionistiche e comunque per un importo non superiore a 2.582,29 euro.

Pertanto, l’importo massimo annuale complessivamente deducibile è di 7.746,86 euro ricorrendo le condizioni per l’incremento. Anche i genitori possono poi interpretare un utile ruolo previdenziale di sostegno a beneficio dei figli se non lavoratori. Attivare un piano previdenziale ad un figlio significa tracciargli un percorso previdenziale che lo accompagnerà fino al pensionamento, godendo delle agevolazioni fiscali (il genitore deduce i contributi versati anche per i familiari a carico fino al limite annuo di 5164,57 euro).

Quando l’iscritto diventerà autonomo dal punto di vista economico potrà assumere anche dal punto di vista economico o lo stesso piano previdenziale avviato dal genitore o trasferirlo al fondo pensione contrattuale cui potrà accedere con riferimento alla propria attività lavorativa subordinata.


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