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Lunedì 23 Ottobre 2017

Ultima’ora

Fondi sanitari e non autosufficienza

di la redazione
04/08/2017

Le conseguenze dell’invecchiamento demografico in termini di cronicizzazione delle patologie ed aumento dei casi di non autosufficienza e disabilità medio-grave anche in soggetti non necessariamente anziani, impongono una riorganizzazione del sistema dell’offerta assistenziale quali il potenziamento dei servizi del territorio (con particolare riferimento all’assistenza domiciliare integrata e non ed alla residenzialità), l’integrazione tra ospedale e territorio e lo sviluppo di modelli organizzativi innovativi che garantiscano la continuità assistenziale secondo un approccio multidisciplinare.

Lo sottolinea un interessante approfondimento pubblicato nell’ultimo Welfare on line del Mefop. Appare allora fondamentale per la non autosufficienza pensare ad un mix di interventi e soluzioni che coinvolgano tanto schemi pubblici quanto schemi privati, individuando strumenti finalizzati alla tutela contro il rischio di non autosufficienza, che consentano di canalizzare risorse pubbliche e private e di trasferirne i vantaggi nel tempo favorendo la responsabilizzazione individuale, sostenendo fiscalmente i contratti volontari individuali, ma soprattutto devono essere ricercati strumenti che sostengano la dimensione collettiva, prevedendo, per esempio, polizze di gruppo che consentano la “socializzazione dei rischi” e la riduzione dei problemi di selezione sfavorevole per le compagnie assicurative con conseguenti costi minori per gli assicurati.

La dimensione collettiva, viene sottolineato, può essere organizzata sia su base "categoriale" che su base "territoriale", per esempio regionale, anche in considerazione della forte tendenza federalista in ambito sanitario e assistenziale. I fondi sanitari e sociosanitari possono avere un ruolo determinante ma devono essere supportati da una serie di azioni ed interventi che, anche utilizzando la leva fiscale, possano proiettarli alla copertura delle situazioni di bisogno sociale, guardando il sistema nel lungo periodo sotto la lente della “innovazione” e della “generazioni di valore sociale” in senso ampio.

I giusti incentivi potrebbero accelerare lo sviluppo dei fondi sanitari e candidarli ad un ruolo di sussidiarietà tale da arrecare non solo vantaggi in chiave meramente sanitaria ma apportando valori innovativi nel senso della stabilizzazione economica e sociale del Paese e dei territori, della crescita di nuovi posti di lavoro, nell’efficace integrazione del mercato con l’area del no-profit”.


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