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Lunedì 23 Ottobre 2017

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Bail in e fondi pensione

di la redazione
01/06/2017

Dal 2016 è entrato in vigore il Single Resolution Mechanism (SRM), una delle tre pietre miliari dell’ Unione bancaria il cui obiettivo è quello di ripristinare la fiducia nel settore bancario europeo e rafforzare l’integrazione finanziaria tra i Paesi membri.

Come evidenziato dalla Commissione europea l’obiettivo è quello di “livellare il campo da gioco” dal punto di vista normativo in ambito europeo e limitare la probabilità che si verifichino crisi bancarie e, nel caso in cui si manifestino, di attenuarne gli effetti attraverso quella che viene definita come una “gestione ordinata”.

L’apparato normativo approntato è principalmente volto a consentire una gestione ordinata delle crisi attraverso l’utilizzo di risorse del settore privato, riducendo gli effetti negativi sul sistema economico. Eccezion fatta per le ipotesi specificamente indicate si contempla la possibilità di sostegni finanziari pubblici a favore di un intermediario in crisi solo successivamente che siano stati esperiti i meccanismi di risoluzione previsti dalla direttiva e sempre a condizione che si rispettino i presupposti previsti a livello europeo dalla disciplina degli aiuti di Stato.

Tra le misure di risoluzione rientra il bail in (che trova applicazione anche con riguardo agli strumenti di capitale e alle passività emesse anteriormente al 1° gennaio 2016) o salvataggio interno con cui viene ricostituito il capitale della banca in crisi mediante l’assorbimento delle perdite da parte di azioni e altri strumenti finanziari posseduti dagli investitori della banca che potrebbero subire una riduzione, anche totale, oppure una conversione in azioni come nel caso delle obbligazioni subordinate.

Se tale riduzione non bastasse, analogo trattamento potrebbe essere riservato alle obbligazioni non garantite. In ogni caso, l’eventuale perdita per i creditori della banca non potrà essere mai superiore a quella che si avrebbe nel caso di liquidazione (chiusura) della stessa. Con riferimento ai fondi pensione proprio pochi giorni fa con un emendamento alla manovra-bis si corregge una lacuna nella normativa di recepimento della direttiva BRRD che era stata evidenziata dalla Covip e della Banca d’Italia sulla base di approfondimenti condotti congiuntamente circa le possibili implicazioni della normativa sulle forme pensionistiche complementari.

Nello scorso mese di febbraio le due Autorità di Vigilanza si erano espresse con due specifiche risposte a quesito. Cosa si prevede ora con il nuovo intervento ? La disposizione è quella per cui sulle somme di denaro e sugli strumenti finanziari della forma pensionistica complementare depositate a qualsiasi titolo presso un depositario non sono ammesse azioni dei creditori del depositario, del sub-depositario, o nell'interesse degli stessi.


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