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Martedì 21 Novembre 2017

Ultima’ora

Al via un tavolo di concertazione per affrontare l’innalzamento automatico dell’età pensionabile

di la redazione
06/11/2017

Da lunedì 6 novembre parte un nuovo ciclo di incontri tra Governo e Sindacati per affrontare il “nodo” previdenza con particolare riferimento all’innalzamento dell’età pensionabile dal 2019 per effetto dell’adeguamento automatico alla speranza di vita.

In base ai recenti dati Istat la speranza di vita è aumentata di 5 mesi ragion per cui, se fosse applicata in maniera pedissequa la norma, nel 2019 dovrebbe aumentare non solo l’età pensionabile di vecchiaia (67 anni ) ma si innalzerebbero anche i requisiti per la pensione anticipata (43 anni e 3 mesi di contributi per gli uomini e 42 anni e 3 mesi per le donne).

Come evidenzia la Ragioneria Generale dello Stato nelle Tendenze di Medio-Lungo Periodo della spesa previdenziale e sanitaria, tale meccanismo opera infatti sia in relazione ai requisiti minimi previsti per il pensionamento di vecchiaia ordinario che per il requisito contributivo di accesso al pensionamento anticipato indipendentemente dall’età. Nell’incontro del 2 novembre a Palazzo Chigi è stato deciso di istituire una serie di tavoli ad hoc , di natura sia tecnica che politica, nell’ambito dei quali quale si considererà “la possibilità di modificare e migliorare i meccanismi che determinano la cadenza di adeguamento dell'età pensionabile sotto il vincolo della sostenibilità del sistema previdenziale, pilastro fondamentale della sostenibilità finanziaria del Paese”.. Si prevedono quindi una serie di incontri con verifica generale che è programmata il 13 novembre.

In tale sede si riprenderanno fila anche “sulla pensione dignitosa per i giovani, il lavoro di cura, la previdenza complementare. Va anche ricordato come sul tema vi siano alcune proposte di sterilizzazione del meccanismo presentate in Parlamento . Sul tema pende però il monito di Ragioneria Generale dello Stato, Inps e Corte dei Conti che paventano rischi per la sostenibilità del sistema pensionistico del nostro Paese.

Tra le diverse ipotesi di intervento particolare probabilità di attuazione è quella di neutralizzare fino al 2026 (in linea con quanto già fatto per gli usuranti nella scorsa Legge di Bilancio) l’adeguamento individuando come platea di riferimento singole categorie di lavoratori che espletino attività gravose considerando come partenza dei ragionamenti le 11 professioni considerate “utili” per accedere all’Ape social.


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